Privacy gestione dati utenti digitalmente matura
Privacy gestione dati utenti digitalmente matura

La questione della privacy degli utenti, che navigano all’interno dei siti web o e-commerce delle aziende, è oggi un tema fondamentale. I brand, che non prestano la giusta attenzione a questo aspetto, infatti, rischiano di perdere la fiducia dei loro clienti e di subire quindi un calo di credibilità (oltre che di vendite) del loro marchio. Il trattamento dei dati, che sia intelligente o non ‘invasivo’, è qualcosa a cui le aziende devono pensare in maniera seria.

Vediamo insieme alcuni dati:

In due studi commissionati da Google e realizzati in collaborazione con Ipsos e Bcg sul Digital Marketing, emerge che gli utenti di Internet sono oggi più consapevoli dei rischi per la privacy dei loro dati. Spesso c’è poca fiducia nel modo in cui le aziende utilizzano queste informazioni. Al tempo stesso, però, gli utenti sono disposti ad affidare i propri dati a un brand che ha guadagnato il loro trust per ricevere contenuti e promozioni in linea con i i loro interessi.

Matt Brittin, President of Business and operations di Google in Emea ha dichiarato: “Questi studi di riferimento forniscono un modello per le aziende che vogliono soddisfare il crescente desiderio di privacy del pubblico e, a loro volta, costruire relazioni più profonde e significative con i loro clienti”.

“La privacy non è più un “nice to have”: per i clienti è essenziale. I nostri risultati oggi mostrano che le persone sono disposte a condividere i loro dati, a condizione che i brand siano trasparenti su quali dati raccolgono, come vengono utilizzati e qual è il vantaggio per il cliente”.

Rischi e opportunità per il marketing


Il report di Ipsos, che include tre grandi studi quantitativi condotti in diversi paesi europei tra il 2019 e il 2021, descrive lo scenario sulla privacy dei dati online come un “divario tra il dire e il fare” (“say-do gap”). Per esempio, l’80% degli intervistati ha detto di essere preoccupato per il potenziale uso improprio dei dati personali, ma il 93% si mostra favorevole nel fornire alle aziende informazioni che potrebbero essere considerate sensibili, come nome, indirizzo, dati di contatto o informazioni sulla propria famiglia, in cambio del servizio fornito

Nello studio si evidenzia come, mentre ci sono riscontri positivi per i professionisti del marketing che adottano un approccio corretto rispetto alla privacy, chi assume un atteggiamento erroneo subisce gravi danni: le aziende che non salvaguardano la privacy dei loro utenti/clienti rischiano di perdere la fiducia e il rispetto dei loro clienti.

Ipsos ha identificato tre punti validi grazie ai quali i professionisti del marketing possono ‘oltrepassare’ i requisiti legali minimi per mettere la privacy dei consumatori al primo posto, senza rinunciare a creare campagne pubblicitarie d’impatto: 

1) Dare un senso

2) Rendere memorabile

3) Rendere gestibile

Sulla base di workshop, interviste e audit con decine di agenzie, esperti e brand di tutta Europa, lo studio mostra come i professionisti del marketing digitalmente maturi sono stati in grado di rispondere meglio alle mutevoli dinamiche del mercato e hanno avuto il doppio delle probabilità di aumentare la loro quota di mercato in un periodo di 12 mesi. Gli stessi sono anche riusciti a superare i concorrenti meno specializzati di una media di 29 punti percentuali in termini di risparmio sui costi e di 18 punti percentuali in termini di entrate.“Quando si tratta di marketing digitale, le aziende meno mature devono accelerare, aumentando i propri sforzi per recuperare il ritardo accumulato”, ha affermato Javier Pérez Moiño, Managing Director e Partner di Bcg e coautore del report.

Per maturità e consapevolezza maggiori del marketing digitalePer i professionisti del marketing, impegnati ad affrontare tali sfide, spunti interessanti vengono da un nuovo studio di Bcg. La ricerca parte dal benchmark della maturità del marketing digitale del 2019, al fine di comprendere meglio come le aziende utilizzano i dati per costruire relazioni più pregnanti con i clienti e fornire esperienze migliori. L’obiettivo ultimo è ridefinire il futuro atteggiamento del marketing digitale. 


La pubblicità digitale in un mondo senza cookie


Bcg suggerisce che i brand dovrebbero concentrarsi su quattro punti chiave per rendere il loro business competitivo e duraturo e risalire così la classifica per diventare organizzazioni digitalmente mature:


1) Innanzitutto, costruire un ciclo virtuoso intorno ai dati di prima parte: i brand migliori comprendono quali dati sono utili e perché, e così costruiscono proposte convincenti intorno ai dati di prima parte. Una best-practice sui dati riguarda uno scambio di valore bidirezionale: da un lato l’azienda acquisisce la capacità di fornire una migliore esperienza al cliente e un marketing più efficace, mentre il cliente ottiene informazioni utili, assistenza e offerte.


2) Investire nella misurazione end-to-end, sfruttando i modelli predittivi per riuscire a misurare l’impatto dei diversi tipi di interazioni, indipendentemente dal canale. Si tratta di un fattore sempre più cruciale in un mondo senza cookie.


3) Dare priorità all’agilità per permettere ai team di collaborare e riuscire a implementare buone pratiche relative ai dati, applicando un approccio alla misurazione di tipo “test-and-learn” (sperimentare e apprendere).


4) Infine, adottare nuove competenze con re-skilling e creare collaborazioni con risorse esterne. “Non c’è futuro per la pubblicità digitale senza privacy”,conclude Matt Brittin di Google.

di Bianca Ambrogio.


Se ti interessa migliorare la gestione dei dati dei tuoi utenti/clienti, nel pieno rispetto della privacy e con una strategia che migliori il tuo marketing e la tua credibilità online, noi di Disegno Web Bologna saremo lieti di aiutarti!

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